Lo sappiamo, GAVER, BAZENA, MANIVA.
Il dramma della politica al servizio dell'edilizia.
Un disatro incombe sulla zona del Passo Croce Domini.


Premessa: Nello scorso autunno, una sconcertante notizia fece il giro delle e-mail più ricettive: il 12 settembre, sulla Gazzetta Ufficiale era stato scritto che con una legge, discussa a fine luglio da governo e regione Lombardia (la stessa cosa in pratica), gli undici (11!) parchi regionali lombardi NON ERANO PIU' AREE PROTETTE. Sì, state leggendo bene. Area protetta, che significa accesso ai finanziamenti per mantenere le stesse aree sottoposte a vincoli di tutela ambientale, con tutti i limiti e le problematiche presentate da questa definizione, ma perlomeno con la certezza che nessuno dei cialtroni che compongono gran parte del settore edilizio e politico dei paesi montani attorno ai parchi possa mettere fine allo splendore di aree come, per esempio, l'Adamello. 
Adamello che custodisce il più grande ghiacciaio del Sud Europa, l'ultimo a queste latitudini, il bellissimo Pian di Neve con la Vedretta del Mandrone (18Kmq). Cosa che in una nazione normale sarebbe un vanto del quale parlare ogni giorno ai tiggì, da noi è invece una rottura di coglioni per l'Accademia dell'Ignoranza che sforna ogni giorno sempre più numerosi sportelli di agenzie immobilari, in gran parte facciata che copre enormi e strani interessi legati a banche e società finanziarie, ricicli di denaro, stragi di territori e di cultura ormai in atto da almeno quarant'anni in questa regione detta Lombardia. Appena avuta questa notizia, il mio amico Franco Michieli, noto esploratore, giornalista, geografo, che abita proprio ai margini dell'Adamello (vedete le pagine a lui dedicate in altra parte del sito) della zona in questione in questo articolo, mi telefona e mi racconta una cosa che ha dell'incredibile. Un piano di "sviluppo territoriale" che proprio lui in due serate "caldissime" a Breno e Brescia, ha raccontato facendo sbellicare dalle risa tutti i presenti per le enormi incongruenze geologiche e logiche (un trenino che parte da Breno e Bienno, per poi biforcarsi nuovamente su pendii ripidi e franosi, andando da una parte a Collio e dall'altra a Bagolino: costo 700 miliardi delle vecchie lire), un piano che getta fumo negli occhi per potersi permettere di costruire 16 (sedici) aree di villaggi turistici, con la strada del Croce Domini chiusa ai NON residenti (in quella zona, dopo Bienno e Astrio dal versante ovest, e dopo Bagolino e Gaver dal versante est, esistono solo malghe non comunità abitate). Una carovana di loschi figuri, incluso in monsignore, sono andati pure dal ministro dell'ambiente Matteoli, con un volo privato, trenta persone per un colloquio di trenta minuti, a illustrare questo geniale piano di sviluppo.
Avendo un caro amico che lavora per il Parco Adamello e che è proprio di Breno (l'amministrazione più agguerrita nel portare avanti questo crimine contro l'umanità e la terra), gli ho chiesto che ne pensava. E lui, essere pensante e "sentente" (nel senso che ha un cuore grande così e la sua terra la ama da morire, sicuramente più dei suoi co-valligiani camuni che sembrano subire di tutto senza batter ciglio, vedasi elettrodotti che hanno appena sfregiato la Conca Arena, metanodotti che hanno distrutto le creste della zona Maniva-Monte Campione, l'indifferenza e il quasi fastidio per avere tra le balle le incisioni rupestri più importanti del mondo, patrimonio dell'UNESCO a Capodiponte…e mi fermo qui…), ha risposto all'appello. Era dicembre. Alessandro Ducoli ha scritto l'articolo che leggete sotto, che purtroppo NON è stato superato dagli avvenimenti. Nella serata di Brescia dove oltre a Michieli, c'era anche un grandissimo personaggio come Fausto De Stefani (sì, quello dei quattordici ottomila, ma a lui interessa di più salvare la terra, che raccontare delle proprie salite in Himalaya, un fatto suo personale…) e rappresentanti di Legambiente e Amici della Natura (www.amicidellanatura.it) , c'era anche il responsabile dell'associazione che si è costuita in difesa del Gaver (olfolc@tiscalinet.it; tel 0364-21118; Comitato Difesa Bazena e Gaver, C.P. 133, 25043: raccogliete firme e speditele a loro), nonché presidente del C.A.I. locale (il C.A.I. che dovrebbe comunque, generalmente parlando, darsi una bella scossa su questi temi anche da noi). La Comunità Montana in Valle Camonica, clamorosamente, ha bocciato qualsiasi cosa legata a questo progetto.Un vero respiro di sollievo. Ma questo non basta. Il problema Bazena e Gaver (andateci, andateci in tanti, a camminare, a fare sci alpinismo che ce n'è per ogni gusto dalla salita al Frerone ai panettoni di neve del Croce Domini, a fare sci escursionismo, sci da fondo in Val Cadino, splendido gioiello geologico: da Clusone sono meno di 60Km! La zona è davvero una delle più belle delle Alpi centrali) è la metafora di ciò che sta accadendo in Italia con le leggi che svendono il patrimonio nazionale entrate in vigore lo scorso anno, con le proposte di esseri senz'anima come Lunardi e il suo ponte sullo Stretto, lo sventramento della Maremma (lui che ha una società di interventi ambientali, toh che coincidenza), Castelli che vuole depenalizzare i reati ambientali e Berlusconi che dice di costruire aiuole "in riparazione agli abusi edilizi". Gente irresponsabile che agisce con l'appoggio di gruppi imprenditoriali senza scrupoli, ignoranti che nemmeno arrivano a pensare al futuro dei propri figli (se non in termini di ricchezze enormi, con le quali rincoglionirsi a vita o schiantarsi contro i pali della luce a 200Kmh con l'auto di lusso). La situazione è grave. Dobbiamo tenere sotto stretto controllo i nostri amministratori, impedire che le liste dei piccoli paesi siano solo la facciata di gruppi immobiliari più o meno importanti. Perché la differenza siamo ancora noi a farla. Che ci crediate o meno, io ci credo. E anche l'amico Ducoli, che ringrazio a nome di Nessun Dorma per questo articolo che fa ridere. Ma che fa scendere lacrime dal cuore verso lo stomaco incazzato.

Davide Sapienza

"L'IMBROGLIO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE"

Marmo saccaroide in Corna Bianca (foto A. Ducoli) A questo punto cosa possiamo dire?. Cosa possiamo dire dal momento che "da fare", a parte la possibilità di valutare azioni di violenza e sovversione, non ci resta che effettuare il classico "ricorso al TAR" dato che l'Italia di oggi ci insegna infatti che di fronte alla megalomania dilagante dei "nostri" amministratori persino la giustizia è un opinione tant'è che la possibilità che il TAR fermi un'aberrazione come quella perpetrata contro il comprensorio Gaver-Crocedomini-Maniva mi sembra utopica (nota di ND: ricorso respinto, nonostante misteriosamente la prima asta sia andata deserta, come dire, tutto regolare in superficie, ma dietro cosa succede?).

Comincerò con il raccontarvi cosa è successo prima di questa mattina di dicembre. Tralasciando termini tecnici quali Deliberazione, Determinazione, Piano Regolatore, Piano Particolareggiato e Interrogazione parlamentare, di cui forse nemmeno io capisco più oppure ho mai capito il reale significato, vi racconto cosa sta combinando l'allegra e spensierata compagnia di "ammazzaindiani" del Comune di Breno:

- In tre anni di mandato i "ragazzi del comune" (voglio chiamarli così perché ancora oggi penso sia una storiellina frivola e non la cruda realtà...), hanno deciso di cambiare marcia alla lenta e vetusta macchina brenese inventandosi azioni al limite della realtà quali ad esempio il tentativo di autorizzare attività di cava nella Corna Bianca (autentica "perla geologica" amata, conosciuta e studiata in tutta Europa), costruire una galleria stradale sotto il paese affinché sia evitato al traffico il centro di Breno, tagliare il viale alberato di tigli d'ingresso in paese a causa dell'ombre e ovviamente dei costi di manutenzione. E così via. 

- Quest'anno (2002) hanno fatto rotta contro la piana del Gaver e l'intero comprensorio Crocedomini-Bazena (!!!), sostenendo tra le righe che si tratta di vere e proprie "palle al piede" dell'Amministrazione comunale ovvero che la possibilità di un consistente sfruttamento di queste aree contribuirebbe non poco al rilancio di Breno (ogni volta che si parla di rilancio dell'economia montana si deve per forza partire dalle piste da sci e annesse strutture di villeggiatura, come se lo sci fosse storicamente un'attività determinante nella vita quotidiana degli "Alpini"; pensate che sulle Alpi lo sci fu introdotto e diffuso nientemeno che da Sir Arthur Conan Doyle intorno alla seconda metà dell'800 in Svizzera. Un Inglese! Considerando il quoziente intellettivo medio degli sciatori domenicali, compresi i modernisti dello snowboard, credo sia un'informazione superflua. Lasciamo poi perdere che quando non si tratta di sci, si tratta di golf…Per fortuna che in Val Camonica non c'è il mare altrimenti tutti d'estate dovremmo occuparci di offshore).

- Già dall'estate passata con un paio di atti amministrativi "strani" è stata approvata una variazione di bilancio di oltre un miliardo di vecchie lire, giustificata nell'alienazione di pubbliche proprietà in Gaver! La possibilità di sfruttamento edilizio del Gaver è purtroppo prevista dal Piano Regolatore modificato e approvato a cura dei i "ragazzi del comune", ma è vincolata alla redazione di un Piano Particolareggiato che tenga conto oltre che delle valenze naturalistiche della Zona anche dell'instabilità idrogeologica del sito. 

Non curanti di queste necessità amministrative, i "ragazzi del comune" hanno proceduto alla redazione di un bando di vendita senza considerare nè il parere delle istituzioni (Regione, Provincia, Comunità Montana, Parco dell'Adamello), nè tantomeno l'opinione dei cittadini. Vi ricordo a tal proposito che il programma elettorale dei "ragazzi del comune" non citava assolutamente niente di tutto questo. Tra le altre cose la loro vittoria elettorale è ampiamente dovuta al consenso dei cacciatori e a questo punto vorrei vedere che cosa faranno gli stessi di fronte all'occupazione completa di tutti i "loro territori" come li definirono quando fu istituito il Parco dell'Adamello e si mobilitarono per un occupazione degli uffici al limite della violenza. Sicuramente non muoveranno un dito ve lo assicuro… li conosco da molti anni. Jack London li preferirebbe come prede che come colleghi.

- L'alienazione delle superfici è stata "camuffata" in un progetto che potremmo definire "Breno: visita anche tu il Paese dei Balocchi". Si tratta infatti di uno "studio" (molti professionisti definiscono così una raccolta di pagine colorate realizzate con sofisticati programmi informatici) in cui la località Bazena, la Val Fredda, la Val Cadino, la Conca del Listino, il Blumone, il Passo Crocedomini, la Corna Bianca, il Maniva, il Goletto di Gaver e il Gaver (perdonatemi se non cito tutte le perle che andrebbero immolate alla "giusta causa" dei poveri "domenicali"), saranno serviti da circa 80 km di piste da sci e relativi impianti di risalita, villaggi turistici con parchi giochi e parcheggi annessi, un campo da golf camuffato da pista da sci di fondo nella torbiera del Gaver e nientemeno che un trenino a cremagliera (avete letto bene) che percorrerebbe l'intero comprensorio citato trasportando allegramente turisti buffi e felici (con annesse stazioni e passaggio al Passo di Val Fredda, al Passo di Cadino alla Corna Bianca, al Maniva, ecc.). 

Aberrante. Altrettanto aberranti appaiono le dichiarazioni del ministro Matteoli. Vi ricordo infatti che una delegazione del comune è "scesa" per coinvolgere il ministro nella loro innovativa idea di sviluppo. Ci credete se vi dico che: 

1. Prima di quel giorno nessuno, nemmeno la minoranza del comune, era a conoscenza del progetto (quantomeno ne conosceva esattamente gli estremi). 
2. Il viaggio a Roma per l'udienza con il ministro è stato effettuato con aereo privato pagato dalle amministrazioni interessate (Comuni di Breno, Cividate Camuno, Bagolino, ecc.).
3. Al viaggio ha partecipato anche il "patron" di una società immobiliare bresciana (i soliti maligni vociferano che il patron della società sia il vero finanziatore del viaggio).
4. Alla "gita" ha partecipato anche la televisione locale che ne ha subito trasmesso notizia con titoli e fuochi d'artificio all'intera comunità camuna (ovviamente i "ragazzi del comune" hanno prima pensato di avvisare i media .. piuttosto che i cittadini).

Campanula dell'Arciduca (foto A. Ducoli) E il Ministro? Matteoli ha definito "La cosa" ( …forse quella di J. Carpenter), un Progetto pilota (termine molto usato dai politici che al mattino si svegliano e leggono il giornale mentre fanno colazione prima di essere accompagnati con relativa scorta blu nelle relative sedi istituzionali), senza nemmeno chiedersi chi aveva di fronte, quale zona sia interessata dal progetto, se si tratta di una zona protetta, dove sono le Alpi, cos'è la Campanula raineri, cosa stavano preparando le Alluvioni per la Regione Lombardia e così via.

- A dicembre si è svolta l'Asta pubblica. Il risultato era già previsto: asta deserta! Abbiamo vinto? Come al solito siamo stati raggirati. Il fatto che nessuno abbia effettuato un'offerta attribuisce ai "ragazzi del comune" il potere di effettuare un'asta privata senza nessun obbligo nei confronti di nessuno. I soliti maligni sostengono che al più tardi entro l'anno qualche società immobiliare vedrà accettata la propria offerta per i terreni "edificabili" del Gaver (5.600 mq edificabili e diverse migliaia di mq di terreno di pertinenza). Ovviamente il primo "piccolo" passo verso la distruzione di uno dei più bei comprensori naturali delle Alpi è cominciato. 

Non date più ascolto a coloro che vi parlano di Sviluppo sostenibile, Attività ecocompatibili, Ecocertificazione del territorio, ecc. Sono tutte fregnacce (chiedetelo oggi ai pescatori della Galizia). Mi occupo di pianificazione territoriale da sette anni e l'ho studiata per altri cinque. Non sono certo un genio del territorio ma credo di aver imparato almeno una cosa: "l'equilibrio del territorio è caratterizzato da una estrema complessità strutturale e ogni tentativo di cambiare tale struttura ne determina un cambiamento più o meno irreversibile". Le alluvioni, che in questi ultimi decenni si susseguono a cadenza annuale mentre prima seguivano la ciclicità dei ritmi solari, sono un chiaro segnale d'allarme della rottura dei delicati equilibri di cui vi ho accennato (forse un giorno anche la mia casa verrà travolta da migliaia di metricubi di terra, spero ovviamente di essere altrove in quel momento).

La cosa che mi sta terrorizzando sempre con maggiore "magnitudo", tuttavia, è la terrificante certezza dimostrata dai nostri "amministratori" (mi ritengo innocente in quanto nessuno di quelli che mi amministrano ha ricevuto il mio voto), quando sostengono la necessità di "rilancio" della montagna (non me ne abbiano quelli che non abitano in montagna ma, pur sapendo che i problemi sono esattamente gli stessi, preferisco riferirmi alla mia realtà di "alpino"). Non sanno nemmeno di quello che parlano. Solitamente prima di parlare di qualcosa sarebbe opportuno conoscerla, a meno che non si tratti di frivolezze. Sarebbe come se un mal di pancia venisse curato con l'applicazione di un secondo buco del culo sostenendo che derivi da un eccesso di alimentazione; oppure, dal momento che dopo una certa età diventano praticamente inservibili, sarebbe come se ti tagliassero i via i testicoli perché pesano ( …guarda un po' come ritornano "le palle al piede"). Tutta gente che propone una "soluzione migliore" senza nemmeno sapere o curarsi di quale paziente si tratta. Veri e propri ciarlatani, mi fanno paura. 

Vi ricordo infine che molte delle strutture che sono state previste insistono su manufatti della "Grande Guerra (1915-1918; trincee, ospedali militari, cimiteri di guerra, sentieri di arroccamento, ecc.)" senza curarsi minimamente del rispetto nei confronti di coloro che sono morti per garantirci la libertà di cui stiamo schifosamente abusando senza nemmeno chiederci un perché.

Per tutti coloro infine che volessero informazioni più dettagliate, soprattutto di carattere naturalistico sul comprensorio Bazena-Crocedomini-Gaver, sarò ben felice di fare del mio meglio (potete chiedere a Nessun Dorma come rintracciarmi).

Alessandro Ducoli, cittadino di Breno



Home

©2001 - 2004 Nessun Dorma
Tutti i diritti riservati.
Web design by Olmografia - Clusone