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Ecuador:
Il genocidio del petrolio ha impronte italiane, ma non solo
Altro allarme: non solo AGIP, ma anche
Resol-YPF, Kerr Mc Gee, Alberta Energy, OXY e Perez Compac
Un altro allarme lanciato da molte organizzazioni dell'Ecuador riguarda poi l'OCP (Oleoducto de Crudos Pesados), ovvero, l'Oleodotto di Irdocarburi Pesanti.
In Ecuador si è formato un consorzio: la OCP Ecuador S.A.
Questa è formata dalle nordamericane Occidental Exploration and Production Company (Oxy) e
Kerr McGee, dall'italiana AGIP, dalla canadese Alberta Energy , dalla spagnola
REPSOL-YPF e dall'argentina Perez Companc (fonte: quotidiano
La Hora, Ecuador).
L'impresa costruttrice è invece l'argentina TECHINT, mentre quella che si è incaricata dello studio dell'impatto ambientale è la
ENTRIX.
Le proteste delle organizzazioni popolari si basano, tra gli altri, sui seguenti argomenti:
- Lo studio dell'impatto ambientale è stato realizzato su di una cartografia del 1986 che non rispecchia la situazione attuale dal punto di vista urbano (il progetto prevede il passaggio dell'oleodotto dalla capitale, Quito).
- La scala dello Studio d'Impatto Ambientale ha una scala di 1:50, cioè non sufficiente a determinare né l'impatto ambientale né i rischi.
- Non esiste un piano di contingenza in caso di flagelli e disastri naturali.
- Ai decantati 50.000 nuovi posti di lavoro (tra fissi e temporanei) sbandierati dal governo, si oppone l'analisi di Alberto Acosto, consigliere della fondazione tedesca Friederich Ebert, che sottolinea come i posti di lavoro duraturi non saranno più di 300 quelli diretti, mentre 6.000 quelli indiretti.
- Come rimarcato da Azione Ecologica, i rischi sismici e vulcanici sono altissimi, dal momento che l'OCP attraverserà 67 falle geologiche e 6 vulcani nel suo lungo percorso.
- Le tubazioni attraverseranno molte comunità indigene, tra le quali la zápara, la cui cultura e lingua sono recentemente state dichiarate Patrimonio dell'Umanità, dalla Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura.
- Esistono già 50 morti a dimostrare che lo studio del suolo effettuato dalla ENTRIX ha poco valore. Lo studio definiva la rotta dell'oleodotto attraverso la Quebrada Negra. Qui da quando opera l'oleodotto SOTE (Sistema de Oleducto TransEcuatoriano) le rotture dell'oleodotto sono già state 23. L'ultima, l'11 giugno scorso, a causa delle forti piogge che hanno causato smottamenti e la perdita di 50 vite umane.
- Il disegno del OCP è un attentato contro decine di migliaia di abitanti del distretto metropolitano di Quito. Non può essere qualificato in altro modo il fatto che si pretenda attraversare zone abitate con queste tubazioni potenzialmente esplosive di 82 cm di diametro e di 80km di longitudine nel distretto metropolitano, che trasportano petrolio a quasi 80 gradi, ad una pressione interna enorme, equivalente a 20 volte quella di un cilindro di gas domestico. Le eventuali perdite raggiungerebbero gli 890.000 galloni di greggio, dal momento che le valvole di emergenza si trovano ogni 20 chilometri
(En Marcha, n° 1109; 24 - 31 agosto 2001).
- Per risparmiare nemmeno si è prevista una stazione per abbassare la pressione nel percorso in cui le tubazioni passano dai 4064 metri di altitudine della Cordigliera Orientale fino al fiume Guayllabamba , a 1950 metri. Ciò significa che le tubazioni saranno pressurizzate al massimo nel momento in cui attraverseranno il distretto metropolitano
(En Marcha, n°1109; 24-31 agosto 2001).
- Nel portare avanti il progetto OCP si è violato l'articolo 88 della Costituzione ecuatoriana che richiede la consultazione della comunità. Le comunità coinvolte mai sono state informate di quanto progettato.
- Questo oleodotto attraverserà 11 zone ecologiche protette: la foresta protetta di Lumbaquí, la foresta Cumandá, la riserva ecologica del Antisana, la foresta protetta di San Francisco, la riserva ecologica Cayambé-Coca, la foresta della Conca Alta del fiume Guyllabamba, la foresta protetta Mindo Nambillo.
Contro il possibile genocidio dei Popoli dell'Ecuador, della biodiversità della amazzonia ecuatoriana, chiediamo alle imprese coinvolte di ritirare la propria partecipazione ed al governo dell'Ecuador di sospendere la costruzione dell'Oleodotto.
INDIRIZZARIO UTILE:
PER SOLIDARIZZARE E TROVARE ALTRE INFORMAZIONI UTILI
(fonti per la redazione dello stesso articolo)
Fundación Wanduk Yacháy
Casilla Postal 16-01-674 Puyo - Pastaza (Ecuador)
wanduk@unii.net
bolivarsanti@latinmail.com
http://www.unii.net
http://www.unii.net/sanvirgilio.html
Organización de los Pueblos Indígensa de Pastaza (OPIP)
Tn.te Ortíz y Gral Villamil
Apartado 16-01-790 Puyo - Pastaza (Ecuador)
Tel/Fax 00593 - 3 - 885 461
allpamanda@yahoo.es
http://www.unii.net/opip/intro.html
Acción Ecológica (Natalia Arias, presidentessa)
Alejandro de Valdez N24-33 y La Gasca - Quito (Ecuador)
Tel 00593 - 2 - 547 516
Fax 00593 - 2 - 527 583
verde@hoy.net
http://www.ecuanex.net.ec/accion
APDH - Asamblea Permanente por los Derechos Humanos
Edif. Servilibro, of. 301; Salinas N14-81 y Riofrío - Quito (Ecuador)
Tel/Fax.: 00593 - 2 - 521118
quijote@porta.net apdhec@hotmail.com
PER PROTESTARE E FERMARE IL GENOCIDIO
Doctor Gustavo Noboa Bejarano (presidente della Repubblica dell'Ecuador)
Palacio de Gobierno - García Moreno 1043 - Quito (Ecuador)
Tel: 00593 - 2 - 210-300
Fax: 00593 - 2 - 580-735
calvachee@presidencia.ec-gov.net
ENI
Piazzale Mattei 1 - 00144
Tel 06 59821 - Fax 06 59822141
www.eni.it
Presidente: Gian Maria Gros Pietro ( gianmaria.gros@eni.it )
Amministratore delegato: Vittorio Mincato ( vittorio.mincato@eni.it )
Responsabile Relazioni Esterne: Dott. Sergio Luciano Meazza ( sergioluciano.meazza@eni.it )
AGIP Petroleum Ltd. (Filiale)
Av. Patria 640 - P.O. Box 3188 - 1280 Quito (Ecuador)
Tel. 00593 - 2 - 561710
Fax 00593 - 2 - 561798
REPSOL-YPF
Presidente: D. Alfonso Cortina
Tel 0034-900-100-100 (Informazioni per l'azionista)
Tel 0034-901-10-15-20 (informazioni al cliente)
sacportal@repsol-ypf.com
Alberta Energy Company Ltd.
#3900 - 421 - 7 Avenue S.W.
Calgary - Alberta (Canada) T2P 4K9
Brian Ferguson (Vice Presidente)
Tel 001 - 403 - 266 - 8113
brianferguson@aec.ca
Alan Boras (Manager - Relazioni con i Media)
Tel 001- 403 - 266 - 8300
alanboras@aec.ca
Kerr McGee Corp.
MST-1306 P.O. Box 25861
Oklahoma City, OK 73125 (USA)
Tel 001 - 405 - 270 - 3380
ahummel@kmg.com
Perez Companc S.A.
Maipú 1 - 22° piso (1599) Buenos Aires (Argentina)
Tel 0054 - 1 - 14331 - 8401
Fax 0054 - 1 - 14331 - 7614
Fax 0054 - 1 - 14331 - 6060
Occidental Petroleum Corp
10889 Wilshire Boulevard - Los Angeles CA 900024-4201 (USA)
Tel 001 - 918-610-5000
Fax 001 - 918-610-1678
admin_oxy@oxy.com
Il Comitato Internazionalista Arco Iris ha deciso di organizzare per Ottobre/Novembre una Commissione di Verifica e Solidarietà, una commissione ad hoc, che verifichi il degrado ambientale provocato dalle attività di estrazione e trasporto del petrolio, possibilmente composta anche da biologi, giornalisti, parlamentari, autorità locali, ecc.. Quanti volessero partecipare sono pregati di contattare
l'associazione. Successivamente al primo viaggio di una commissione di verifica cercheremo di portare in Italia i rappresentanti della comunità di Amazanga e della OPIP. Le associazioni ed organizzazioni interessate, sono pregate di prendere contatto fin da ora.
Progetto di Difesa Integrale per i Diritti Umani
COmitato INternazionalista ARco IRis (COINARIR)
Via Antonio Gramsci 3 - 25082 Botticino (Bs)
C/C Postale N° 24059263
Tel: 030 2190006
Fax: 06 - 233242298 Fax: 178 - 2276575
Posta Elettronica: comunicazioni@coinarir.org
Sito della Rete: http://www.coinarir.org
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