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UN VOLO RADENTE
Ieri mattina mi sono alzato all'alba e sono uscito sul piccolo balcone della mansarda. Fuori c'era la nebbiolina che all'alba riesce a essere misteriosa e carezzevole, penetrante e profumata di promesse. Tutte le forme conosciute, le montagne, i prati (quelli che rimangono dopo l'assalto edilizio forsennato di questo altopiano clusonese, sempre più devastato dal cemento), le case… tutto rivestito dalla nebbiolina.
All'improvviso dal tetto un gruppo di piccoli volatili è sfuggito alla gravità precipitandosi sicuro nell'aria densa di grigio. Puntavano, gli uccellini, a un'invisibile linea di fuga, come se conoscessero bene le regole della prospettiva. Geometrie meravigliose cantate già da Franco Battiato nella splendida "Gli uccelli"; ma dove andavano così sicuri? Andavano e basta. Andavano e poi tornavano. Volteggiavano sicuri senza sbagliare un battito d'ali, senza sentire la nebbia come un impedimento. Come gli uccelli che avevo appena ammirato nel meraviglioso film documentario "Il popolo migratore" (vedetelo, e ascoltate la colonna sonora, due inediti di Robert Wyatt e uno di Nick Cave) del cineasta francese Jacques Perrin. Un volo radente e delicato, che trasmette brividi di bellezza e ti fa credere che comunque sia, andremo avanti.
Perché dalle prime ore del diciannove marzo, dall'ultima luna piena, i voli radenti sono quelli dei missili e delle bombe, degli aerei e degli elicotteri, orgoglio dell'industria bellica che comanda la finanza globale, scaricate incessantemente su città ricche di cultura nella culla che una volta fu la Mesopotamia. Scaricate sulla paura e la dignità di appartenenti al genere umano di un popolo orgoglioso. Perché da quel giorno l'informazione che poteva, forse, arrivarci prima, è controllato con ossessione ipnotica dalla definizione manichea del bene da una parte (gli "alleati") e il male dall'altra (gli iracheni in armi e non, ma anche molti altri del mondo arabo). Un volo radente che ci costringe a tenere la testa bassa per non farcela mozzare. Nel 2000 in Islanda conobbi un profugo iracheno che mi disse "sai, nel 1991 avevo dieci anni, mi sembrava pazzesco, mi chiedevo, perché ci vogliono cancellare dalla faccia della terra: perché?": non lo so Mohammed. Non lo sapevo allora e continuerei a non saperi rispondere. Tu, che di tutti i posti, sei finito in Islanda tra i folletti e il silenzio…
Questo è il volo radente dei poteri forti che, per colpa nostra, cittadini occidentali armati della micidiale possibilità di scegliere attraverso il Voto Libero (a differenza degli iracheni e di molti, troppi altri popoli), abbiamo invece scelto il sonno della coscienza, le morali doppie (chi si professa cattolico e sta nei partiti belligeranti o "liberisti", ora che da due anni il Papa ha decisamente preso posizione non solo contro i fanatismi, ma anche contro la follia guerrafondaia dell'amministrazione Bush, fanatico pure lui, che cosa dice? "la politica è una cosa, la religione un'altra", parola del ministro della repubblica italiana Giovanardi), il ripiegamento su noi stessi, le stronze preoccupazioni per "l'economia", come se non fossimo già abbastanza obesi di benessere, come se ci mancasse il terreno sotto i piedi perché magari per una volta non abbiamo i soldi per comperarci il cellulare nuovo o un paio di scarpe o qualsiasi altra cosa non necessaria alla nostra evoluzione spirituale di esseri umani. Il volo radente ci costringe a tenere la testa bassa? Sì e no. I milioni di terrestri che in tutto il mondo superano le divisioni di religione, razza e credo politico, con un semplice "no alla guerra" dimostrano che la testa la possiamo alzare e che il volo radente abbiamo il dovere di compierlo noi. Un volo radente che deve essere senza tregua contro chi si olta dall'altra parte e pensa solo a se stesso, dando via libera alla disinformazione e all'utilizzo della parola Democrazia come scudo per nascondere scelte dell'Oligarchia economica del mondo. Lo dobbiamo fare esercitando tutte le armi fisicamente inoffensive che abbiamo a disposizione, evitando le posizioni di comodo (e cito ancora il Papa come esempio clamoroso di questo abbandono del "paraculismo" ecclesiastico e ciellino che era in vigore da troppo tempo), impegnandoci a spostare quella massa di lardo intellettuale che ci ha chiuso gli occhi per troppi anni e che ha soffocato l'anima collettiva sotto i colpi di un benessere esasperato e di un'indifferenza che è esattamente come un olocausto.
Quando sono rientrato dal balcone, sul terrazzo un piccolo uccello ha cominciato a cantare. Forse conversava con gli altri uccelli, gli era forse giunta eco di un'ennesima follia di questi strani animali che distruggono per impulso irrefrenabile terre, mari e cieli? Chissà. Nella nebbia sembrava che il disco del sole fosse sul punto di essere partorito dal cielo. Un nuovo mattino, un nuovo sole. Il miracolo quotidiano.
Davide Sapienza
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