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Anche l'anno scorso tra il 21 e il 24 giugno si è consumata, in quel di Rovetta (BG), l'ennesima edizione del
Woodsong, festival che ormai da parecchi anni (sette!) accompagna gli appassionati di musica dei dintorni e non solo. Tanto per non smentirsi l'associazione culturale Nessun Dorma (promotrice dura e pura di quest'iniziativa) ha presentato anche quest'anno un calendario di tutto rispetto e di ampio
respiro musicale. L'apertura di giovedì 21 ha visto protagonisti in prima serata i
Garage, uno dei gruppi emergenti più interessanti dell'area milanese, portatori sani di un genere musicale che viaggia trasversalmente tra rock blues e
funky. Quattro giovanissimi che hanno dato bella mostra di sé con uno show onesto e coinvolgente, l'impressione è che in futuro se ne sentirà parlare. In seconda serata hanno calcato il palco del Paladorma gli Ottavo Padiglione capitanati da Bobo Rondelli (tra le altre cose vincitore del Premio Ciampi alla carriera, onorificenza già di artisti del calibro di Fabrizio De Andrè e Frank Zappa). Davvero una bella performance la loro; il sound fresco che da sempre li accompagna, si è mostrato in tutto il suo splendore. Canzoni travestite d'ironia che spesso, tendendo un po' l'orecchio, si rivelano cariche di grottesca drammaticità.
La seconda serata inizia con un curato DJ Tribute a Bob Marley; un bel modo per celebrarne il ventennale dalla scomparsa.
A seguire lo show dei Fiamma Fumana; gruppo nato da un'intuizione di Alberto Cottica (fondatore e fisarmonicista dei Modena City
Ramblers), Fiamma, (un'affascinante cantante dotata di voce e melodie tra Bjork e canti delle mondine) e dal genio del programming Marco
Bertoni. Fiamma Fumana è folk, ed elettronica; è memoria e contemporaneità.
Nel terzo giorno del festival, fantastico protagonista della serata è stato Nicola
Arigliano; esempio lampante di come, per arrivare alla tenera età di 77 anni ancora carichi di swing e amore per la musica, non sia strettamente necessario respirare aria cubana. Accompagnato dai fratelli Ascolese e da Elio Tatti (musicisti d'estrazione jazz dei quali sarà la storia della musica italiana a tesserne le lodi) Mr. Arigliano riesce a tessere due ore abbondanti di show teso, ironico e incredibilmente avvincente. Pezzi classici dello swing italo-americano si alternano ai brani originali che da sempre caratterizzano il personaggio. Uno show indiscutibilmente a cinque stelle con tanto di pubblico urlante…e non erano certo ragazzini.
Veniamo ora alla giornata conclusiva. Nel pomeriggio i bergamaschi Mr. Feedback hanno rallegrato il pubblico accorso con uno sporco e crudo tributo
zeppeliniano; del buon, sano, rock'n'fuckin'roll (di diritto una delle migliori live band nostrane che sia mai capitato d'ascoltare). A chiudere il festival ci ha invece pensato, e nel migliore dei modi, John Trudell e i suoi Bad Dog. Poche righe non bastano certo a descrivere l'immensità emotiva che uno show di questo tipo può regalare (concerto peraltro largamente imperniato sui brani inediti che
formeranno il prossimo album del poeta Sioux: un'anteprima formidabile). Percorsi ipnotici si aprono dalle parole e dalla musica di quest'uomo, sensazioni talmente forti da metterti a disagio. Del resto la "musica" di Trudell è colma di messaggi diretti, messaggi che ci stringono in un angolo costringendoci a riflettere in modo prepotente sui tragici passi che la storia dell'uomo (ciclicamente) compie. Un inchino, sentito, a quest'uomo e alla sua sincerità e integrità d'animo.
Per concludere un grazie, anche per quest'anno, a Nessun Dorma e alla sua creatura
Woodsong.
Testi e fotografie di
Paolo Morgandi
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