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MODENA
CITY RAMBLERS - 27 aprile 2002 headliner
www.ramblers.it
Nel sesto album dei Modena City Ramblers, RADIO REBELDE,
le canzoni si susseguono come se la mano dell'ascoltatore
girasse la manopola di un immaginario sintonizzatore, da
cui escono ritmi e tempi propri del mezzo radiofonico. Non
quelli dei nostri network, però: semmai, voci ed
atmosfere degli eredi della gloriosa Radio Rebelde,
fondata da Che Guevara ai tempi della lotta nella Sierra
Maestra. Gli stacchi radiofonici si alternano a schegge di
telegiornali e televisioni satellitari, per comporre un
quadro d'insieme affine al nuovo approccio dei Ramblers
nei confronti delle loro canzoni, una vocazione
internazionale e attuale, che si materializza nella
ricerca di una "mescla" sonora capace di
aggiornare le lezioni dei Clash di "Sandinista"
e dei Mano Negra di "Casa Babylon". Il risultato
è un'evoluzione della patchanka celtica in cui il punk,
l'elettronica, il dub, il reaggae, i ritmi africani,
latini e balcanici sono rami rigogliosi dell'originaria
matrice folk e popolare del gruppo, in un'applicazione
personale ed innovativa che rappresenta lo stile Ramblers
del 2002.
Da sempre aperti alle collaborazioni (ricordiamo gli
incontri ravvicinati con Bob Geldof, Gang, Chieftains,
Paolo Rossi, Luis Sepulveda, Paco Ignacio Taibo II), i
Ramblers hanno registrato RADIO REBELDE a Napoli e per
assorbire meglio atmosfere meticce e frenesia
metropolitana hanno ospitato nel disco importanti
musicisti partenopei: Marcello Colasurdo, grande
interprete del più antico canto napoletano, la "fronna",
e leader degli "Spaccanapoli"; Daniele Sepe,
compositore e musicista indipendente, che ha arrangiato i
fiati in due canzoni dell'album; Ornella Mancini, dotata
cantante già nei "Vox Populi"; Franco Sansalone,
chitarrista dobro; Marzouk Mejri, musicista tunisino
residente a Napoli, cantante, flautista e percussionista
molto noto negli ambienti della cosiddetta "world
music" italiana. I
Modena City Ramblers nascono nel 1991 come gruppo di folk
irlandese intriso di spirito punk trapiantato nella rossa
provincia emiliana, ed iniziano ad esibirsi in birrerie,
circoli e case del popolo per un pubblico di amici e
parenti. Nel 1993 incidono il loro primo demotape, oggi
introvabile: COMBAT FOLK. Nel marzo 1994 esce il primo
album, RIPORTANDO TUTTO A CASA, per l'etichetta
indipendente romana Helter Skelter. E' un disco con cui i
Modena City Ramblers rivendicano l'identità meticcia che
hanno inventato a cavallo tra Irlanda ed Emilia, racconti
della Resistenza e degli anni Settanta, viaggi e lotte. Il
disco li impone nel circuito indipendente, dove la loro
proverbiale carica live anima concerti sempre più
affollati; nel giro di pochi mesi, la band si lega al
management Mescal ed alla major discografica Polygram:
RIPORTANDO TUTTO A CASA viene così ripubblicato nel
novembre dello stesso anno dalla Blackout-Mercury con
l'aggiunta del brano "Il bicchiere dell'addio",
inciso con Bob Geldof. I MCR partecipano intanto ad un
disco tributo ad Ivano Fossati, cui seguirà, nel 1995,
l'adesione ad un'antologia di cover dedicate ad Augusto
Daolio dei Nomadi.
Dopo le 25.000 copie vendute dal primo album ed una
trionfale tournée con il comico Paolo Rossi, nel marzo
1996 arriva nei negozi il secondo, LA GRANDE FAMIGLIA,
dedicato alla complicità con il pubblico che si va
stringendo attorno alla band. Il disco mette in mostra
evidenti espansioni dell'universo artistico del gruppo: il
folk, fin dall'inizio suonato con attitudine punk, non
esita ad indurirsi per contaminarsi con il rock. Nella
"famiglia" Ramblers sono intanto entrati i
toscani Francesco Moneti e Massimo Giuntini, mentre
l'impegno del "grande vecchio" Luciano Gaetani
è ormai part time a causa degli impegni familiari e
lavorativi. Ad un nuovo tour con Paolo Rossi segue
un'importante esperienza nel Sahara Occidentale a sostegno
del popolo Saharawi.
Nel settembre del 1997 esce il terzo album, TERRA E
LIBERTA', che risente delle esperienze consumate da alcuni
componenti del gruppo in America Latina. È un salto
sonoro e letterario alla ricerca dell'utopia di cui è
artefice l'amicizia stretta con alcuni autori di quell'area,
da Luis Sepulveda a Daniel Chavarria e Paco Ingacio Taibo
II. Il combat folk si irrobustisce ed allarga i suoi
orizzonti senza perdere la sua identità, per diventare
"patchanka celtica". Quando il disco esce in
Italia, i Modena si trovano a Vallegrande, in Bolivia, per
le celebrazioni del ventesimo anniversario dell'assassinio
di Che Guevara. Ormai Modena City Ramblers è sinonimo di
concerti ovunque affollati, e la fama di live-band
irresistibile si conferma nei club come nei palasport: il
gruppo salta, suona forte, si diverte e diverte. Le tournée
di LA GRANDE FAMIGLIA e TERRA E LIBERTA' attirano così più
pubblico dei tour di artisti assai più blasonati.
A novembre 1998, dopo un altro anno passato in tour, i
Ramblers sentono il bisogno di un tuffo nelle loro
origini; realizzano a questo proposito RACCOLTI, insolito
album acustico dal vivo registrato in un pub irlandese
d'Emilia, davanti a pochi amici. Il cd comprende brani dei
tre album dei MCR e tre inediti. Dopo un prestigioso tour
nei teatri italiani dinanzi a platee sedute, il gruppo si
reca in Irlanda per la pre-produzione del nuovo album in
studio, FUORI CAMPO, ultimato all'inizio di giugno e
pubblicato il 30 settembre 1999 sotto le insegne della
Universal, che ha nel frattempo assorbito la Polygram. Il
disco conferma la duplice natura combat e festaiola dei
Modena City Ramblers, ed è arricchito da innesti quanto
mai eterogenei: la tradizione irlandese viene riletta e
inserita tra nuove ritmiche e armonie di matrice reggae,
ska, rock, nonché da suggestioni provenienti dall'Africa,
dal deserto e dall'Europa dell'Est. Due mesi dopo, la
vicenda artistica, umana e politica della band viene
raccontata da Paolo Ferrari e Paolo Verri nel libro
"Combat Folk: L'Italia ai tempi dei Modena City
Ramblers", edito da Giunti. Con l'uscita di FUORI
CAMPO, i Ramblers tornano ad un'intensa attività live,
con un tour che accompagna il disco ed il gruppo nel nuovo
millennio: oltre ottanta concerti nell'arco di un anno e
mezzo, con un successo di pubblico degno di una delle più
importanti realtà live del nostro rock. Dalle piazze
italiane ai piccoli club delle Asturie e della Catalogna,
dalla solidarietà portata in Albania ai prestigiosi
festival in Sudafrica, i Modena City Ramblers macinano
chilometri ed esperienze che offrono alla loro vocazione
meticcia orizzonti internazionali. Mentre FUORI CAMPO
viene pubblicato anche in Giappone per la locale
consociata Universal, divergenze artistiche e scelte
personali portano due componenti storici della band,
Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, all'abbandono. Ma il
gruppo va avanti: Kaba Cavazzuti, da sempre dietro alla
consolle in sala d'incisione, entra nella formazione come
musicista a tempo pieno, la tournée prosegue e si
comincia a lavorare sul materiale destinato al disco
successivo. Nel frattempo, il cantante Cisco Bellotti
realizza con lo stesso Kaba la produzione dell'album
d'esordio del gruppo "fratello" aretino La Casa
del Vento, il cui 900 esce nel febbraio 2001 per
l'etichetta Mescal. Nell'album, Cisco affianca al
microfono il compositore della band toscana, Luca Lanzi, e
tutti gli altri Ramblers forniscono il proprio contributo.
Desiderato da tempo, va inoltre in porto un tour
"resistente" assieme ai Gang: è il progetto
"Gang City Ramblers", in cui il gruppo compone
con i fratelli Severini un'unica band che propone canzoni
degli uni e degli altri.
Al termine di questa esperienza, i Ramblers cominciano la
pre-produzione di nuove canzoni in un cascinale della
collina aretina: sono le session da cui scaturiscono
l'ossatura e la direzione del nuovo disco, molto
"spinto" nei suoni e "militante" per i
temi trattati. Il breve ma intenso giro di concerti
dell'estate 2001 vede affacciarsi arrangiamenti sempre più
orientati ad una evoluzione personale e imbastardita dei
suoni, con particolare attenzione all'indole "no-global"
di Manu Chao, dei Macaco e di tante band di frontiera. La
tappa successiva consiste nella conclusione del lavoro
preparatorio al disco con una seconda pre-produzione
effettuata nella tranquillità "casalinga" di
Rubiera. Sono i giorni dell'attacco alle Twin Towers, e la
canzone "Terra del fuoco", su cui i Ramblers
stavano lavorando proprio l'11 settembre, reca nel testo e
nell'atmosfera le stimmate della terribile attualità. A
fine ottobre, il gruppo si trasferisce a Napoli per
registrare il nuovo album. Con Kaba Cavazzuti ormai
musicista, la regia viene affidata per la prima volta ad
un produttore "esterno": Enzo "Soulfingers"
Rizzo, scelto per l'efficacia dei servizi resi, tra gli
altri, a Mano Negra, Les Negresses Vertes e Manu Chao.
RADIO REBELDE esce nel febbraio 2002 per la
Blackout-Mercury/Universal e si presenta come un vero e
proprio collage sonoro-emozionale: tredici pezzi uniti dal
filo rosso dell'attualità, del viaggio di conoscenza e
confronto, della memoria, della denuncia e della
ribellione culturale. Accanto all'attività dal vivo e in
studio, sulla scia dell'esperienza produttiva di Cisco con
La Casa del Vento i Ramblers inaugurano anche una propria
etichetta discografica, la Modena City Records. Il marchio
veicola produzioni artistiche e progetti paralleli
all'attività della band, e grazie ad un accordo con i
dischi de il Manifesto intraprende il proprio cammino
nell'ambito della produzione discografica indipendente. Il
primo titolo pubblicato dalla MCRecords nel febbraio del
2002 è PAZIENZA SANTA dei Paulem, gruppo di arzilli
vecchietti dell'Appennino modenese che interpreta con
maestria il patrimonio musicale della propria terra.
I MODENA
CITY RAMBLERS
Francesco Moneti, violino, chitarra elettrica
Franco D'Aniello, tin whistle, flauto
Massimo Ghiacci, basso, voce
Roberto Zeno, batteria, percussioni
Stefano "Cisco" Bellotti, voce solista
Arcangelo "Kaba" Cavazzuti: tastiere, batteria,
percussioni, cori
Massimo Giuntini: bouzouki, cornamusa, charango
F.B.A.
- aprono il sabato celtico il 27 aprile 2002
La F.B.A. nasce nel '93 come laboratorio artistico e nel
febbraio '99 e' finalista al "XIV "Leon
d'oro" di Venezia. Ha partecipato ai principali
Folk-Festival, quali il "Festival Internazionale del
Mediterraneo", "Samonions - Capodanno Celtico di
Milano" (con Dervish, Skolvan, Berroguetto), "Folkermesse",
"Isolafolk"… ed ha aperto l'VIII tributo dei
Nomadi ad Augusto Daolio.
Brani tratti dai cd della F.B.A. sono trasmessi da
numerose emittenti radiofoniche di tutto il mondo (Radio
Boca Buenos Aires, RDP - Radio Nazionale Portoghese, Radio
Capodistria, Radio Contact di Pristina, Rai-Radio2, Radio
Popolare …), sono stati allegati ad autorevoli magazine
specializzati (al Bretone "Celtics" in 50.000
copie, a "Celtica" in 20.000 copie…) ed hanno
una grande diffusione in internet (Celticworld.it,
Vitaminic.fr, MP3.com…).
Poche parole e tanta musica, danze e serate
indimenticabili. Vi aspettiamo.
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