|
|
WOODSONG
2003 : LA FORZA DELLA MUSICA
Il trionfo della P.F.M., l'ipnosi degli Africa Unite,
Il folk stralunato di Victoria Williams
Le grandi rivelazioni Bogartz e Jailsound
Rovetta (Bg) - 4, 25, 26 Aprile 2003
(Fotoreportage di Paolo Morgandi)
Anche
quest'anno si è consumato il tanto atteso rito musicale che da anni,
per la precisione quella appena conclusasi è stata la nona edizione,
anima la provincia bergamasca. Il generoso afflusso di pubblico in tutte
e tre le serate rende il metro di una manifestazione pienamente
riuscita; segno che sforzarsi di presentare proposte musicali di qualità
alla fine può anche pagare. Ad aprire il festival sono stati i Bogartz,
un gruppo locale in grado di esprimere un'alta dose di energia mediata
da un sound che si ispira, con i dovuti distinguo, ai compianti Morphine.
Autori di un'opera prima di tutto rispetto che titola "Honeymoon
In The Desert" i Bogartz sono eccellenti portatori di doti
sempre più rare: idee chiare e parecchia energia.
Dopo di loro il pezzo forte della prima serata, gli Africa Unite.
Il numeroso pubblico accorso non è rimasto sicuramente deluso da uno
show di prim'ordine che ha visto la presentazione dell'ultimo lavoro di
questa band massiccia e adrenalinica ("Quando fuori piove").
Vent'anni all'insegna del Peace, Love and Kaya.
|
La
seconda serata è stata decisamente quanto di più affascinante
ed al contempo esilarante ci si potesse aspettare. Sul palco del
Paladorma sono saliti infatti Victoria Williams & The
Creekdippers. La Williams, in compagnia di Mark Olson
(ex Jayhawks nonché marito della stessa) ha dato vita ad
uno show memorabile condividendo a tal punto il palco con il
marito da chiedersi, a posteriori, quale dei due sia stato il
vero frontman di questo show. I due si sono infatti alternati
spessissimo al cantato ed il repertorio proposto è stato in
gran parte dello stesso Olson, pur non mancando momenti davvero
toccanti tratti dalla discografia dell'americana. Un mix di
grandi doti di feel musicale unite ad una quasi totale
improvvisazione (o almeno questo è sembrato, ma, si sa, che
dietro ogni grande improvvisazione giacciono talento e
professionalità fuori dall'ordinario). Anche in questa seconda
serata non è mancato uno spazio d'apertura dedicato ad un paio
di gruppi locali, nell'ordine Violaspinto e il cantautore
Tiziano Incani; da notare, per il buon livello espresso,
soprattutto i primi; parecchi watt ed un rock venato d'acido che
potrebbe dare frutti interessanti. Per l'ultima serata gli
organizzatori si sono tenuti il piatto forte. Antipasto a base
di Jailsound, ennesima rivelazione della scena bergamasca.
Un'ora di altissimo livello a base di brani tratti dal loro
primo lavoro "Free In A Cage". Melodie di
matrice internazionale che si calano in un sound molto
personale, tanto che risulta difficile darvi un riferimento
noto. Quale indicatore migliore però del fatto di ritrovarti,
di ritorno dal loro concerto, a canticchiare la melodia di un
brano che non avevi mai ascoltato prima? C'è da augurarsi che,
visto l'ormai sordo mercato discografico italiano, trovino
almeno all'estero lo spazio che meritano.
|
Una
P.F.M. in gran spolvero ha infine davvero esaltato. Sorge
in chi vi scrive il dubbio sincero che non suonino meglio oggi
rispetto a trent'anni fa, è infatti sorprendente il mix di
pacatezza ed energia profuso da Di Cioccio e compagni. Una
scaletta che copre praticamente tutti i più grandi successi
della band, da "La Carrozza di Hans" a "Mr.
Nine Till Five" passando per l'immancabile "Impressioni
di Settembre". Bastava guardarsi intorno per leggere
negli occhi del pubblico lo stupore di chi si trova di fronte ad
un avvenimento che è tutto tranne un'operazione nostalgia.
Complimenti quindi all'associazione culturale Nessun Dorma
che ancora una volta è riuscita a dar vita a tre giorni di
musica di eccellente…Long May You Run.
|
|
Davide Sapienza
|
|
|
|