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Don Antonio Caglioni
Chi è Don Antonio Caglioni? Il prete della Tribulina di Scanzo. E allora, direte voi? Giusto, e allora? Don Antonio Caglioni ha rappresentato, sin dalla sua entrata in seminario, una vera spina nel fianco dell'istituzione religiosa. Per difendere la propria fede e le proprie convinzioni, afferma ancora seminarista le proprie convinzioni, in un tema scritto alla luce della fede, con chiarezza e vibrante lucidità: per questo non allineamento alle consuetudini, il giovane Antonio rimane "sospeso" per due anni. Alla fine lui non ritratta, anzi viene riammesso per aver detto cose che la Chiesa, trent'anni dopo, ha di fatto riconosciuto. Finito il Seminario, lo troviamo a Corsico (Mi), dove non tarda a far capire, in quel clima così particolare che è la seconda parte degli anni '70, da che parte deve stare uno che predica carità e misericordia "per lavoro". Evidentemente, l'istituzione ecclesiastica non la pensa come lui, perché è evidente che non vive come lui e quelli come lui. Anzi, per evitare ogni problema preferiscono mandarlo in Bolivia, Sud America, dove nessun prete resiste tra i poveri e i diseredati in montagna oltre un mese. Don Antonio, tra peripezie di ogni genere, inclusa una rivolta popolare, conoscerà la Bolivia per circa vent'anni, tornandoci addirittura in incognito. Forse di lui ne avrete sentito parlare un paio d'anni orsono, quando alcuni "ignoti", penetrati nella sua parrocchia - che per la cronaca ha una stanza adattata ai dimenticati da Dio che possono usufruirne per dormire e ripararsi - lo hanno picchiato selvaggiamente. Don Antonio non denuncia nessuno e l'autorità ecclesiastica si guarda bene dal sollevare un caso e portarlo all'attenzione dei media nazionali, dove fan più spettacolo altri esseri togati. Caglioni è roba che scotta, avrebbe potuto addirittura dire che era stato picchiato perché seguiva quella che, gli avevano detto una volta, era "La Parola del Signore". Si dice che qualche parrocchiano, sapete quelli che vanno a messa ogni giorno e dicono tanti rosari e fanno la morale a tutti, non gradiva che, Don Antonio, "il prete nuovo", si comportasse con semplicità e desse accoglienza a emarginati e persone difficili in genere. Chi lo conosce da vicino dice che se andate alla Tribulina di Scanzo potrebbe anche succedere che Don Antonio se ne stia defilato, per lui conta il Messaggio, di amore, di solidarietà, di accoglienza: solo che il Messaggio non è concepito come zuccherosa caramellina dolce dolce per tranquillizzare la massa dei buoi. Non per lui, no. Il Messaggio che lui cerca di far passare è che le cose sono leggermente più complicate della divisione manichea del Bene e del Male. E questo non piace. Ai bigotti moralisti, (falsi) timorati di Dio che usano il concetto del Perdono eterno per fare in Vita cose inenarrabili, questo non piace per niente. Immaginatevi allora se alla Messa invece della predica, lui estrae una TV con videoregistratore e vi fa vedere "La messa è finita" di Nanni Moretti. Scandalo. O se apre una ricorrenza importante con "Shine on you crazy diamond" dei Pink Floyd. NASCO NON NASCO... |
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