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FRONTE DEL PALCO, CENTRO MUSICA DI
MODENA:
DOVE 25 GIOVANI ARTISTI…
Il luogo era il circolo ARCI la Galera. [comincia ad immaginare un posto buio. La luce servirà da metafora] Il movente era che stavo per pagare la mia consumazione. La molla fu che mi cascarono 500 £ (0,26€). Così lo vidi.
Era un cartoncino arancione e recava la scritta "Fronte del Palco". Leggendolo e trovandovi il nome di Manuel Agnelli e Gianni Marrocolo (allora gli altri promoter del corso, vd. Alberto Cottica e Davide Sapienza - ora imperfetti conosciuti - erano dei perfetti sconosciuti) mi convinsi che doveva essere una roba bussa. "Cazzo è una roba bussa", mi disse Riga, il chitarrista del mio gruppo, appoggiando la Weiss al tavolo. Era una roba bussa, ce ne rendevamo conto. Ma perché non tentare? Così, il giorno prima della scadenza per la consegna della canzone prescritta più vari curricula, ci troviamo in sala prove, raccattati per la provincia 6-7 microfoni di bassa/pessima qualità, tirati una decina di cavi al computer di Sollo, preso in prestito per l'occasione dallo studio di papà, buona la prima per la batteria, buona la prima per la chitarra, buona la prima per il basso, buona la prima per l'altra chitarra, buona la prima per le voci, buona la prima per gli scratches.
Il giorno dopo mix la mattina e al pomeriggio di corsa al Centro musica di Modena per consegnare cartoffie+cassettina. "E se veniste giovedì mattina per il colloquio?". Eccoci quindi davanti ai due perfetti sconosciuti di prima, ecco la nostra "Nobody Knows" low fidelity scarabocchiare qualcosa fuori dalle casse, eccoci a spiegare quattro cazzate sul gruppo, sull'inglese, sul nome, sui testi, su. Poi quella telefonata, "Ci hanno preso", mi dice Sollo. [accendi una candela, dove vuoi tu]
Non ci credevo. "Non prendermi per il culo Sollo". Telefono al Centro Musica. "Sì, siete stati presi", mi assicura Cosetta. Non ci credevo. Avevano preso noi. "NOI A FRONTE DEL PALCO!?!", gridavo al ricevitore. "Cazzo è una roba bussa", mi dice Riga, il 'mio' chitarrista. E fu una roba bussa. A parte il poter dire ad Alessandro, fanatico degli Afterhours e mio compagno di università, "No guarda, non posso fermarmi a pranzo devo andare alla lezione di Manuel Agnelli…du' palle, non ti dico…"; a parte stare a sentire per ore alcune delle persone più interessanti della kermesse musicale italiana; a parte riuscire a far ascoltare loro le nostre canzoni e/o demos; a parte imparare lungimiranti consigli su come lavorano i grandi e come potremmo lavorare meglio noi dal vivo e/o in studio; a parte conoscere fonici ed esperti; a parte le soporifere lezioni iper nozionistiche ad alto livello tecnologico; a parte i concerti che ci hanno organizzato come 'saggi' di fine corso; a parte l'uscita del progetto Reload a teatro e a Match Music; a parte le analisi di strutture e testi di canzoni storiche a fianco delle nostre; a parte la puntuale impeccabile serietà su come ogni incontro veniva preparato e ogni persona controllata e/o ricercata; a parte che sia finito, c'è una cosa su tutte che rende storico questo ente chiamato 'Fronte del Palco'. Ce l'hanno spacciato come un corso di formazione per migliorare il proprio impatto live, e non so se abbia raggiunto il suo scopo (non credo basti un corso).
In realtà, incontro dopo incontro, è stata cosparsa una strana alchimia tra noi ragazzi/allievi. Il coraggio di mettersi in discussione. Di terremotare i propri progetti. (C'è chi si è sciolto, chi ha cambiato le proprie canzoni, che non è più riuscito a fare niente, chi ha cambiato genere, chi ha cambiato testi.) Una rivoluzione domestica, un piccolo cataclisma. Questo credo abbia portato 'Fronte del Palco'. Un po' di coraggio. Perché i gruppi emergenti (=che stanno emergendo) zappano nel limo della fertilità musicale, ma rischiano di sclerotizzarsi prima di rompere la crusca. E il sapere che bastano due chiacchiere con chi ci è già passato per evitare una pletora di minchiate, beh, credo farebbe bene a tanti. 'Fronte del Palco', con questa catabasi dei grandi verso l'entroterra di noi piccini musicisti sognatori, potrebbe per davvero rappresentare la morula di qualcosa di grande, l'embrione di un nuovo modo di percepire l'underground: qualcosa che sta emergendo, e non qualcosa che un giorno sarà. [un trionfo d'archi, vi prego, accompagni questa nuova alba della musica italiana]
E un'ultima cosa. 'Fronte del Palco' Ha portato 25 persone - 25 musicisti - a conoscersi. A frequentarsi sotto ai rispettivi palchi. A dare consigli sui volumi di quello o sul fonico di quell'altro. A complimentarsi o lasciare qualche riserva. Semplicemente questo - onde evitare ogni possibile turgore metafisico sull'amicizia - : 'Fronte del Palco' sta iniziando. "E sarà una roba bussa" (Riga).
Gabriele_Malavasi
e-mail:h-capra@libero.it
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